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"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo" (Indro Montanelli)

PROTEZIONE CIVILE, “INATTIVI PER COLPA DEL SINDACO DI CERBO”


Dugenta
(da IL SANNIO QUOTIDIANO del 2 novembre 2018)

La protesta a ridosso della Festa del 4 novembre

 PROTEZIONE CIVILE, “INATTIVI PER COLPA DEL SINDACO DI CERBO”

 “Non disertiamo l’evento per responsabilità e sentimenti, ma i cittadini devono sapere”

Antonio Caporaso

Tra la Protezione Civile e l’amministrazione comunale volano “panni sporchi” proprio a ridosso di una giornata “particolare”, quella del 4 novembre, che dovrebbe avvicinare ogni singolo componente di una comunità.
Nello specifico, l’appuntamento organizzato dall’Amministrazione Comunale, in collaborazione con l’Associazione Reduci e Combattenti, la Pro Loco, le scuole e con le Associazioni presenti sul territorio, prevede una intensa mattinata. La manifestazione prenderà il via alle ore 11 con la Santa Messa presso la chiesa parrocchiale Sant’Andrea Apostolo concelebrata dai parroci don Gennaro Barbieri e don Giuseppe Oropallo. A termine della funzione i presenti si recheranno presso il Monumento, in Piazza Unità d’Italia, per la tradizionale deposizione della corona di alloro ed il saluto delle autorità.
Esasperati dal rapporto che stanno vivendo con l’esecutivo di governo, i Volontari della Protezione Civile Comunale si dicono pronti a reagire, pur non minando quanto organizzato per domenica. Responsabilmente l’associazione non intende “boicottare” la cerimonia pubblica che ricorda i cento anni dalla vittoria militare che l’Italia conseguì sugli “Imperi Centrali”, ma non le manda certo a dire al primo cittadino Clemente Di Cerbo. L’accusa verso il sindaco è chiara, è lui in pratica, il responsabile: “…del logoramento dei rapporti tra l’ente Comune e l’Associazione Comunale dei Volontari di Protezione Civile”.
Con una lettera aperta inviata al titolare del massimo scranno amministrativo, infatti, l’associazione ribadisce il suo pensiero: “Con il suo invito a partecipare alla manifestazione per la ricorrenza del 4 novembre e ‘Centenario della vittoria’, non riusciamo a capire se il sindaco, ancora una volta, intende ‘usarci’ e nello stesso tempo, prenderci per i fondelli”.
Quindi l’intenzione a non disertare: “Noi nel rispetto dei valori che esprime la manifestazione, alla quale siamo stati invitati, valori nei quali noi crediamo, ci asteniamo dal mettere in atto una plateale e significativa manifestazione di protesta. Protesta per evidenziare i metodi e comportamenti dal sindaco adottati nei confronti dei Volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile, ma soprattutto per far conoscere ai nostri concittadini le reali motivazioni che hanno portato alla inattività i Volontari del Gruppo”.
Concludono: “Più volte abbiamo chiesto un incontro pubblico con Lei, per dirimere qualsiasi contrasto ma, soprattutto, per rilanciare, nel rispetto delle regole, l’attività dei Volontari per il bene della nostra collettività”.

COMMISSIONE, FESTA SCRIVE AL PREFETTO


SAN LORENZELLO
(da IL SANNIO QUOTIDIANO del 2 novembre 2018)

Secondo l'opposizione le nomine per l'organismo deputato al Paesaggio sono nulle 

COMMISSIONE, FESTA SCRIVE AL PREFETTO

 La Consigliera: "Scelti professionisti che hanno presentato curriculum dopo il tempo massimo”

Antonio Caporaso

Il gruppo di opposizione riapre il caso sulla designazione dei nuovi componenti della “Commissione Locale del Paesaggio” ed invia una nota al Prefetto di Benevento Francesco Antonio Cappetta, segnalando quella che viene definita dal capogruppo della compagine “GiustaDirezione”, Nicoletta Festa, “…una illegittimità nella nomina avvenuta nella seduta di consiglio comunale di metà settembre scorso”.
Come si evince dalla nota dell’opposizione, il regolamento per il funzionamento della Commissione, approvato nella seduta del Consiglio Comunale del 31 luglio 2018, prevede che i professionisti esperti che ne fanno parte sono cinque e che devono rispondere ad un avviso di presentazione delle candidature, che e stato emanato agli inizi di agosto con scadenza il 24 agosto, dove esplicitano le competenze possedute tra quelle elencate nel regolamento.
La Festa commenta: “Prima della scadenza del bando hanno risposto cinque professionisti un agronomo, due architetti e due ingegneri. Dopo la chiusura del bando hanno risposto altri due professionisti, uno storico dell’arte e un architetto. Tra i candidati che hanno risposto entro i termini di scadenza, nessuno ha dichiarato di essere esperto in storia dell'arte, pertanto il Presidente del Consiglio Comunale ha messo ai voti la proposta del gruppo di maggioranza, approvata dall’assise, di accettare le due candidature pervenute fuori dai termini. La proposta del nostro gruppo, che era quella di riaprire i termini di una settimana per consentire di legittimare le due candidature arrivate fuori termine e di dare la possibilità anche ad altri professionisti di presentare la propria candidatura, non è stata accettata. Peraltro tra i cinque professionisti che hanno presentato la candidatura erano presenti due architetti che hanno nel piano di studi esami di storia dell'arte e dell’architettura, quindi abbiamo suggerito, dopo la bocciatura della nostra prima proposta, anche di individuare uno dei due come esperto in storia dell’arte, ma anche questa soluzione è stata rigettata. Pertanto, dei cinque membri esperti votati, quattro hanno presentato la loro candidatura entro i termini, il quinto è stato scelto tra i due che hanno risposto fuori termine”.
Il gruppo “GiustaDirezione“ ha, di conseguenza, deciso di non ha partecipato alla votazione. “Riteniamo illegittima la commissione”, ha tuonato la Festa, che ha precisato: “E’ stato scelto un criterio di votazione che esclude di fatto la rappresentanza delle opposizioni: il Consiglio ha votato per cinque volte e ogni volta ha scelto un membro esperto da eleggere”.
Ma secondo la Festa ci sarebbe dell’altro: “Vi era anche un precedente nella nomina della suddetta Commissione in quanto nella seduta di Consiglio Comunale del 31 maggio 2018 venne già votata in assenza di Regolamento. I singoli Consiglieri votarono una figura professionale esperta in una delle materie previste e doveva essere eletto chi otteneva più voti; a parità di voti, era ormai una consuetudine, veniva scelto il professionista più anziano visto che il requisito era l'esperienza, come d’altronde ribadito anche nel Regolamento poi approvato. L'esito della votazione non soddisfaceva il gruppo di maggioranza, pertanto cercarono di cambiare la regola ormai consolidata, da premettere a votazione avvenuta, e votarono un altro criterio ‘a parità di voti doveva essere eletto il più giovane’. Di fronte alle nostre rimostranze decisero di annullare la votazione e di portare la nomina in un prossimo Consiglio. Successivamente e successo quanto abbiamo illustrato”.
Concludendo: “Purtroppo viene meno anche il ruolo di controllo delle minoranze perché l’unica possibilità che hanno è quella di ricorrere al Tar, questa strada però non è sempre proponibile in quanto molto esosa, di conseguenza gli Amministratori ne approntano e calpestano anche le norme più elementari. La nomina di una commissione In maniera illegittima potrebbe portare gravi conseguenze per la collettività, infatti potrebbe accadere che un qualsiasi cittadino che ritenga che la Commissione abbia leso un proprio diritto faccia ricorso, conoscendo le modalità di nomina, e faccia Invalidare tutte le pratiche fino ad allora approvate”.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA, PIANO DA 445 MILA EURO


CAMPOLI DEL MONTE TABURNO
(da IL SANNIO QUOTIDIANO del 1 novembre 2018)

L’esecutivo Grasso è pronto a rispondere alle disposizioni in favore dell’Energia Sostenibile

ILLUMINAZIONE PUBBLICA, PIANO DA 445 MILA EURO

Un intervento che punta ad un risparmio fino al 40%, migliorando anche la visibilità

Antonio Caporaso

L’efficienza e il risparmio nel settore dell’illuminazione pubblica sono temi centrali delle politiche energetiche europee e nazionali. All’interno del PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile) l’illuminazione pubblica ha un ruolo fondamentale, in quanto per essa si consuma il 14% di tutta l’elettricità dell’Unione Europea, anche a causa dell’utilizzo di una tecnologia ormai obsoleta e a scarso rendimento energetico. In Italia, oggi, l’illuminazione pubblica risulta essere una delle principali voci della spesa energetica dei comuni italiani, superando il miliardo di euro nel 2012. Tale spesa potrebbe essere notevolmente ridotta mediante l’attuazione di adeguate politiche energetiche e la realizzazione d’interventi di riqualificazione degli impianti d’illuminazione pubblica, anche attraverso tecnologie più avanzate. Ad esempio, la sostituzione delle vecchie lampade con modelli più efficienti (quali lampade a bassa/alta pressione o LED) presenta un elevato potenziale di risparmio energetico.
Partendo da tali premesse, il governo di Palazzo Alfonso La Marmora ha approvato, nell’ultima riunione di giunta della scorsa settimana il progetto esecutivo dei lavori di riqualificazione e valorizzazione del territorio comunale tramite l’ammodernamento della pubblica illuminazione ai fini del risparmio energetico. Come si evince dal documento redatto a termine dell’incontro amministrativo, il piano comporta una spesa complessiva di 445.023 euro, di cui 339.805,60 euro per lavori e 105.217,40 euro per spese generali.
In pratica il progetto avviato dall’amministrazione campolese guidata dal primo cittadino Tommaso Nicola Grasso consentirà di recepire la normativa comunitaria e nazionale in materia di pubblica illuminazione e risparmio energetico che prevede la necessità di: ridurre l’inquinamento luminoso ed ottico sul territorio attraverso il miglioramento delle caratteristiche costruttive e dell’efficienza degli apparecchi, l’impiego di lampade a ridotto consumo ed elevate prestazioni illuminotecniche e l’introduzione di accorgimenti antiabbagliamento; razionalizzare i consumi energetici negli apparecchi di illuminazione, ottimizzandone i costi di esercizio e la manutenzione; ridurre i consumi degli impianti di illuminazione, in modo da generare un risparmio energetico sino al 40%; ridurre l’affaticamento visivo e migliorare la sicurezza per la circolazione stradale.

COMUNALI, PARTONO LE MANOVRE


TORRECUSO
(da IL SANNIO QUOTIDIANO del 1 novembre 2018)

Sindaco e pentastellati già ai blocchi di partenza, si organizzano gli altri gruppi

COMUNALI, PARTONO LE MANOVRE

I Mortaruolo agiranno “in proprio”, Iannella tenta l’avvicinamento con Giovanni Cutillo

Antonio Caporaso

Ieri sera il “Movimento 5 Stelle” si è rivisto il Località Collepiana per ribadire la volontà di presentarsi, con una propria lista e propri uomini alla prossima sfida elettorale amministrativa indetta, nella primavera 2019 per rinnovare il consiglio comunale e scegliere il nuovo inquilino di Palazzo Caracciolo – Cito.
Fino ad ora l’unica certezza in campo è quella del sindaco uscente Erasmo Cutillo che, seppur orfano dell’ex vicesindaco e consigliere regionale del Partito Democratico, Erasmo Mortaruolo, è deciso a cercare la riconferma forte del totale sostegno del suo gruppo di maggioranza.
Nell’opposizione consiliare, invece, ci cammina a tentoni. Nulla è ancora confermato. Angelino Iannella ha il sostegno di Antonello Genito e le simpatie di Michelino Tedesco. Ai tre si potrebbe accodare anche l’ex primo cittadino Giovanni Cutillo che comunque starebbe lavorando sempre per una soluzione solitaria. Anche l’ex fascia tricolore Francesco De Nigris si starebbe muovendo provando a raccogliere consensi attorno al progetto di opposizione promosso da Iannella.
In questo turbinio di possibili alleanze agisce controvento proprio la famiglia Mortaruolo. L’ex storico sindaco Mimì ed il figlio Erasmo, stanno costruendo una valida alternativa alle compagini in campo, tirando sicuramente nel progetto l’altro consigliere di opposizione, Giuseppe Sauchella.
Tornando ai pentastellati, si lavora alla stesura del programma. Abbiamo già visto nei giorni scorsi che i grillini sono in fase di progettazione dei punti chiave per trovare il consenso della comunità torrecusana. Ci viene ribadito che il documento è in fase di perfezionamento e a breve sarà reso pubblico.
Sulla leadership e le candidature al consiglio: “Come promesso e  ribadito più volte, questo gruppo non propone a priori un leader o un elenco di persone autonominatesi o legatarie di qualcuno, ma un progetto nuovo e coerente per il rinnovamento del nostro paese. Di fatti mettiamo per iscritto prima quello che si vuole fare e per cosa ci batteremo e poi dei nomi”.
Si cercano adesioni comunque: “L’invito a voler aderire è rivolto a tutte quelle persone iscritte o che si iscriveranno al ‘Movimento 5 Stelle’, che  trovano di loro soddisfacimento e condividono le idee ed i punti programmatici ivi indicati”.
I propositi: “Anteponiamo il miglioramento ed il benessere di Torrecuso con quanto sarà illustrato nel programma, non cerchiamo ‘grandi elettori’ portatori di voti ma persone nuove, semplici e perbene con forte volontà di cambiare il nostro paese”.
In ultimo: “Il candidato Sindaco e i nominativi dei restanti consiglieri saranno scelti democraticamente tra tutti gli aderenti al Movimento”.

DIVIETO DI SOSTA, CITTADINI IN RIVOLTA


PONTE
(da IL SANNIO QUOTIDIANO del 1 Novembre 2018)

Giacomo De Angelis responsabile della petizione popolare contro il dispositivo a “Chiana Taverna”

DIVIETO DI SOSTA, CITTADINI IN RIVOLTA

“Ordinanza approssimativa. Decisione respinta anche dal Codice della Strada. Si stanno creando solo disagi”


Antonio Caporaso

Il Comitato Civico “Cittadini Socialmente Utili” accende i riflettori sulle tre ordinanze che hanno disposto, su altrettante strade del centro cittadino, i sensi unici. La nuova procedura, fissata dal responsabile del settore vigilanza a fine settembre, interessa località Chiana Taversa, in pratica da Piazza Epitaffio fino al Monumento dei Caduti di tutte le guerre.
A quanto sembra, la decisione non è stata condivisa da numerosi cittadini, residenti e non nelle vie interessate (Via Roma, Via Dogana e Via San Nicola). In pratica ci si lamenta per disagi vari che non avvantaggerebbero la fluidità dal traffico. Allo stato attuale è in atto una mobilitazione civica che si sta concretizzando con una raccolta firme per protestare al fine di rivedere le decisioni assunte, magari sotto forma di confronto con il sindaco Marco Fusco.
La petizione popolare è stata avviata proprio da “Cittadini Socialmente Utili”. Il suo portavoce, Giacomo De Angelis, ci spiega di aver trasmesso al sindaco ed al responsabile del settore vigilanza le due trance di firme raccolte. “Sono trascorse oltre tre settimane dall’invio della petizione per chiedere la revoca delle tre ordinanze e un confronto sulla vicenda, ma il Comune purtroppo non risponde”, conferma De Angelis.
Quindi precisa, entrando nella materia dell’iniziativa adottata dal Comune: “Le tre ordinanze sono approssimative e non convincono le motivazioni, prive di fondamento. Nell’ordinanza che ha istituito il senso unico di Via Roma si legge che la decisione si è resa necessaria – a seguito di protesta di residenti e non residenti – per contrastare il cosiddetto ‘parcheggio selvaggio’ dopo che allo scopo non era bastata ‘l’opera di repressione’ attuata dalla Polizia Municipale. Solo chi non conosce i fatti potrebbe dar credito a tali affermazioni. Io li conosco e posso controbattere. E’ vero che un ben limitato tratto di Via Roma era regolarmente intralciato da autovetture in sosta, anche in prossimità di curva. Ed è verosimile pure che taluni cittadini abbiano protestato. In merito, però, sorprende che il responsabile del settore vigilanza non abbia neppure accertato che gli autori del ‘parcheggio selvaggio’ erano praticamente tre o quattro residenti che, peraltro, hanno un loro spazio privato in cui avrebbero potuto e dovuto parcheggiare le proprie autovetture”.
De Angelis prosegue: “Ma in questa vicenda c’è un ennesimo paradosso: “Contrariamente a quanto riferito in ordinanza, la Polizia Municipale non ha programmato e attuato opera di repressione per impedire il fenomeno; eppure, allo scopo sarebbe bastato un segnale di divieto di sosta. Ad essere stato, invece, represso ‘sembra’ sia stato il tentativo – direi, spontaneo – dell’altro componente della locale Polizia Municipale. La sua presenza e il suo fischietto avevano riportato ordine in Via Roma. Poi, all’improvviso … l’iniziativa si stoppò! Sarei curioso di conoscerne il motivo”.
Secondo De Angelis questa questione ha creato solo una ulteriore beffa: “Le ordinanze emesse hanno finito per gratificare proprio gli autori dei parcheggi selvaggi, ora autorizzati a sostare le proprie autovetture sulla strada! Una gentil concessione che sembra essere la ciliegina sulla torta dei paradossi”.
Aggiunge ancora: “Ho fatto osservare a Sindaco e responsabile vigilanza, nonché a Prefettura e al locale Comando Carabinieri, che l’ordinanza che ha istituito il senso unico in Via Roma non rispetta neppure il codice della strada. Infatti l’ordinanza ha previsto la sosta sul lato sinistro della strada. Una tale previsione non rispetta i parametri previsti dall’art.157 del codice stradale. Difatti, se alla larghezza della strada si sottrae lo spazio che il codice prescrive per il passaggio dei pedoni, un metro, e quello prescritto per il transito dei veicoli, tre metri, il restante spazio stradale non è sufficiente anche per la sosta delle vetture; inoltre, ad aggravare la situazione è la presenza di passi carrabili rialzati che occupano il margine stradale.
Ebbene, se i responsabili del Comune sono convinti di stare nel giusto, provvedano allora a individuare e indicarci gli stalli per la sosta; ma intanto – e per la sicurezza della circolazione – provvedano a rimediare ad un’altra grave lacuna, ovverosia il mancato posizionamento al termine dei sensi unici di Via Roma e di Via San Nicola di  un segnale di pericolo che avverta gli automobilisti che ci si sta immettendo su tratto viario a doppio senso di marcia. Ora, il traffico è stato dirottato sulla ‘sconnessa’ Via Borgo che comunque presenta qualche preoccupante problematicità. Infatti, è anche caratterizzata da due insidiosi restringimenti; il primo al suo ingresso da Piazza Epitaffio, con immediata preoccupante intersecazione con la discesa di Via S.Nicola; il secondo nel suo tratto finale nel punto in cui fiancheggia la Scuola dell’Infanzia. E a proposito della Scuola, l’aumentato flusso di traffico veicolare rischia ora di causare anche lì qualche problema di sicurezza stradale e pedonale, anche per la carenza di spazi per il parcheggio. A rendere ancora più preoccupante la situazione è la recente rimozione dei dissuasori di velocità posti nelle immediate vicinanze della scuola; i dissuasori sono stati tolti, ma non si è poi provveduto né a installare appositi cartelli stradali di segnalamento della presenza della scuola e né a realizzare la necessaria segnaletica verticale (che –per la verità – è oramai scomparsa in tutto il centro urbano!)”.
Concludendo: “Per salvaguardare qualche sosta in Via Roma si sono create ora serie apprensioni anche in Via Borgo e dintorni”.

“CLARIZIA NON È NEL M5S”


TELESE TERME
(da IL SANNIO QUOTIDIANO del 1 Novembre 2018)

I pentastellati rilanciano il progetto “acqua pubblica”

“CLARIZIA NON È NEL M5S”

Paliotti: “Da parte sua solo illazioni ed offese, nessuno di noi insegue facili candidature”

Antonio Caporaso

Malgrado le ultime vicende, prosegue la raccolta firme condotta dal “Movimento 5 Stelle” e dal “Comitato Cittadinanza Attiva” per rilanciano la prospettiva del Referendum Comunale per richiedere il ritorno alla gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato.
Gli attivisti Sergio Riccardo Paliotti, Patrizio Micillo detto Pippo, Angelo Cinquegrana e Mario Chidini, erano ieri in Via Fausto Coppi proprio per proseguire nell’intento del gazebo per sensibilizzare l’opinione pubblica.
Ed è proprio da Paliotti che arriva la risposta a Michele Clarizia che ieri aveva criticato l’iniziativa, bocciandola come una “soluzione inutile”.
“Paradossale l’intervento di Clarizia che verteva su una ipotetica lite tra ‘grillini con lancio di ‘simbolici’ panni sporchi, accuse reciproche gravissime e insinuazioni di bassa lega su presunti interessi elettorali e desiderio di visibilità di uno ‘sparuto gruppo’, che comunque sparuto non è affatto”, esordisce Paliotti.
Prosegue: “Intendiamo chiarire, a beneficio e per amore della verità, che nessuna lite è mai intervenuta tra i componenti dei nostri gruppi (Telesini a 5 Stelle e Movimento 5 Stelle Valle Telesina) tutt'ora coesi e compatti nel voler affermare il diritto del cittadino ad un servizio idrico integrato sano, economico ed efficiente. Mai nessun ‘panno sporco’ è volato tra i componenti del nostro gruppo, né accuse di alcun genere, né, tantomeno, insinuazioni di sorta”.
I pentastellati chiariscono che Clarizia è praticamente fuori dal Movimento: “E’ giusto specificare che Clarizia, che ha tutto il diritto di criticare tutto quello che desidera e al quale riconosciamo, durante gli anni 2012 e 2013, una militanza attiva nel Gruppo Telesini a 5 Stelle, non è più, di fatto e da diversi anni, in nessuno dei nostri gruppi attivi sul territorio, se non come iscritto simpatizzante. Quindi viene a cadere l'interpretazione piuttosto ‘carica’ che si è voluta dare alla vicenda e anche le illazioni che si sono fatte sul conto dell'attivista Sergio Riccardo Paliotti che mai si è candidato in nessuna agone politica e che mai ha dichiarato l'intenzione di farlo, ma che se anche volesse non ci vedremmo nulla di scandaloso o inopportuno. E questo vale per tutti gli altri attivisti ‘veri’ del Movimento 5 Stelle di Telese Terme”.
Ed ancora: “Ci sia consentito, inoltre, precisare che svilire a semplice sondaggio l'espressione più alta di democrazia consentita dalla Costituzione Italiana, quale un Referendum popolare, sia quantomeno fuori luogo e azzardare che la volontà popolare così espressa possa essere inutile o comunque inascoltata, sia quantomeno erroneo se non pretestuoso”.
In conclusione, invitando i cittadini telesini a recarsi presso i banchetti, si chiarisce: “Ribadiamo, quanto già a conoscenza di tutti, che la prima stella del logo del Movimento, simboleggia l'acqua pubblica e che da sempre è riconosciuta la nostra intenzione di far valere la volontà popolare espressa dai cittadini italiani con il Referendum del 2011 anche con iniziative locali come la nostra”.

SCUOLA RIFLETTORI SULLE CONDIZIONI IGIENICHE


TELESE TERME
(da IL SANNIO QUOTIDIANO del 1 novembre 2018)

Fuschini sulla mensa: “Agito maldestramente, prendano esempio da Frasso e Faicchio”

SCUOLA RIFLETTORI SULLE CONDIZIONI IGIENICHE

La denuncia sul plesso di Via Turistica del Lago: “Bagni sporchi ed improponibili, palestra devastata, aule e banchi fatiscenti”

Antonio Caporaso


Vengono spaventosamente a galla problemi di ogni genere nel mondo scolastico telesino. Situazioni oggettivamente preoccupanti che rischiano di mandare al collasso l’intero sistema formativo locale. Quanto ci viene denunciato oggi dal consigliere di opposizione, Vincenzo Fuschini, è una tristissima realtà che è riscontrabile presso la struttura che ospita la Scuola Secondaria di Primo Grado, le ex Medie per intenderci.
Fuschini, con in mano un accurato dossier fotografico, evidenzia le condizioni in cui versano i servizi igienici, le aule e i luoghi maggiormente vissuti dagli studenti.
Partendo da quanto fino ad ora discusso in merito alla refezione scolastica, Fuschini precisa: “La mensa non è un nuovo servizio e, come tale, non avrebbe dovuto rappresentare un problema di natura ‘politico – gestionale’ come, invece, si legge dai giornali tanto da suscitare la riprovazione dei genitori. Che non sia un servizio nuovo è dato dal fatto che la mensa scolastica è offerta alle famiglie già da numerosi anni; resta il problema invece che, come ogni anno, in occasione del bando di gara, la mensa parte con grande ritardo. E’ successo nel 2016 quando il servizio è stato avviato i primi di dicembre ed anche quest’anno, a tutt’oggi, ai bambini non viene dato il pasto a scuola con un ritardo che si riverbera anche sulle attività didattiche”.
Da qui il resto. Infatti Fuschini tiene a precisare che i problemi sul tavolo sarebbero diversi.
“Il primo è legato al fatto che il Comune parte sempre con grande ritardo per commissionare alla centrale unica di committenza della Provincia la pubblicazione del bando. Quest’anno pare che l’amministrazione comunale si sia attivata a fine luglio, quando si sa che ad agosto in Italia è compresso anche il diritto alla salute, figuriamoci pubblicare i bandi per il servizio mensa. Il secondo problema è l’incapacità dell’amministrazione, ovvero degli uffici competenti, di trovare soluzioni tampone che, anche in presenza di intoppi durante la gare, vengano incontro alle famiglie. Non a caso comuni limitrofi come Frasso Telesino o Faicchio hanno provveduto a fare un affidamento temporaneo ad una ditta o, in alternativa, a procedere con la proroga con le ditte dello scorso anno nelle more del perfezionamento della gara. In questo modo il servizio è garantito venendo incontro alle esigenze degli alunni e delle famiglie. Ora, sebbene pare che il problema sia in corso di risoluzione, attesa la conclusione della gara, resta il fatto che a tutt’oggi, primo novembre, la mensa ancora non inizia”.
Quindi la questione relativa alla Scuola Secondaria di Primo Grado. “Un altro dato, però, appare evidentemente sconcertante in un paese che in passato ha fatto delle scuole il suo punto di forza, visto che da molti paesi limitrofi le famiglie portavano i loro bimbi a Telese: lo stato di vetusta delle suppellettili, dei servizi igienici e della palestra”. Le contestazioni riguardano l’edificio scolastico di Via Turistica del Lago. “Relativamente ai banchi non è possibile che i ragazzi possano passare tante ore su sedie e banchi completamente fuori misura ed in uno stato che definire da termo mondo è un eufemismo. Stessa cosa vale per i servizi igienici non solo quelli dei ragazzi ma anche quelli dei docenti. La palestra poi oltre che essere freddissima d’inverno è priva di qualsiasi attrezzo ginnico e i docenti sono veramente costretti a lavorare a mani nude in un contesto completamente degradato”.
Fuschini precisa: “Ebbene, oltre quella che potrebbe sembrare sterile critica è opportuno che l’amministrazione si attivi fattivamente per recuperare il tempo perso: è superfluo ricordare che la scuola è un pilastro della società assieme alla famiglia. Nessun genitore è contento di far crescere i propri figli in una abitazione degradata, nessuno è altrettanto contento di mandare i propri figli in una scuola fatiscente”.
L’esponente di “Telese Riparte” precisa di aver chiesto un incontro urgentissimo con la Dirigente Scolastica, esigendo la presenza anche dell’assessore delegato Filomena Di Mezza e dello stesso sindaco Pasquale Carofano.