CERRETO SANNITA
(da IL SANNIO QUOTIDIANO del 6 novembre
2018)
Lo scontro tra Fronte Sannita e vicesindaco
Santagata
“IL COMUNE AMMETTE DI IGNORARE I SUOI
CONFINI”
Sempre nel vivo la questione eolico e la
denuncia dello sconfinamento del cantiere nel territorio comunale cerretese. Il
botta e risposta tra Pinuccio Fappiano, referente del “Fronte Sannita per la
Difesa della Montagna”, e Pasquale Santagata, vicesindaco della cittadina
titernina, conosce un nuovo capitolo.
Esordisce Fappiano: “Pasquale Santagata,
nel tentativo di screditare l’Associazione che ha denunciato gli abusi sul
territorio da lui amministrato, conferma in modo plateale la totale inerzia
dell’Amministrazione comunale in ordine alla denunce del ‘Fronte Sannita per la
Difesa della Montagna’ sull’occupazione e l’uso del territorio appartenente al
Comune di Cerreto, non consentiti perché mai autorizzati nel Comune stesso”.
Il portavoce del Fronte afferma ancora:
“Il vicesindaco, che con il suo intervento ammette l’avvenuto sconfinamento, si
guarda bene dal menzionare che le denunce, dapprima già documentate con foto,
risalgono al mese di febbraio 2018 e sono state rinnovate il 27 agosto ed il 27
settembre, corredate da rilievi topografici strumentali, che contengono i
riferimenti ai numerosi cippi risalenti all’epoca medievale, rintracciati dal
sottoscritto, che segnano i confini tra i comuni di Cerreto, Morcone e
Pietraroia, che sono stati georeferenziati e collimano con i termini riportati
sulle mappe catastali”.
Ed ancora: “Nessuno finora ha smentito
la documentazione sulla quale sono fondate le denunce del Fronte Sannita per la
Difesa della Montagna né lo ha fatto la società che sta effettuando i lavori,
che avrebbe dovuto produrre proprio al Comune una relazione entro il 29 ottobre
scorso”.
Fappiano conclude: “Nel frattempo
infatti la Dotto Morcone continua ad utilizzare il suolo di Cerreto, del tutto
indisturbata perché l’Ente comunale, che ammette di ignorare quali siano i
confini del territorio che amministra, preferisce attaccare pubblicamente
un’associazione piuttosto che mettere concretamente e tempestivamente in atto tutti gli strumenti a propria
disposizione per accertare eventuali abusi e adottare le misure più opportune
senza accettare dilazioni temporali che appaiono, ai più, strumentali e
dilatorie”.